Compresa fra Spoleto e Assisi e stretta fra Monti Martani e la catena appenninica, c’è la Valle Umbra, riconoscibile per i deliziosi borghi medievali sperduti tra querce, ulivi, vigneti scenografici e distese di papaveri. Allo splendore della valle contribuiscono le dorate carezze del Sole e il misticismo religioso di cui è ben impregnata, non per niente fu terra natale dei più celebri santi della cristianità.

Basilica di San FrancescoBasilica di San Francesco

Nel bel mezzo di questa terra di miracoli c’è Assisi, il cuore della spiritualità legata alla figura di Francesco. Qui si concentrano i luoghi più significativi della biografia del Santo, e sempre qui sorge la grandiosa Basilica a lui dedicata (Patrimonio dell’Umanità), con l'eccezionale carrellata di opere d'arte di enorme valore ospitate. Distesa a terrazze sui declivio del monte Subasio, Assisi domina la florida Valle Umbra, lungo la quale si dipana l'antica Via Flaminia romana. Seguendone il tracciato si possono raggiungere altre cittadine - Spello, Foligno, Trevi, Spoleto - come Assisi depositarie della vera anima umbra.  Si tratta di pochi densissimi chilometri, 35 in tutto, lungo la Valle: partendo da Assisi, epicentro mondiale della spiritualità francescana e da alcuni tra i più significativi luoghi del santo, proseguendo per Spello, Foligno e Trevi, tutte mete invidiatissime nel mondo per le infinite suggestioni medievali che suscitano.

Assisi ruota attorno a due poli differenti, uno religioso-medievale cresciuto attorno alla basilica e uno civile decisamente più antico. La Piazza del Comune è da più di due millenni il cuore pulsante della vita cittadina; qui si trovava il foro dell'Assisi romana e, anche oggi, sulla piazza prospetta il cosiddetto Tempio di Minerva, costruito nel l secolo d.C. su una delle terrazze che componevano la piazza principale della città in epoca antica. La struttura del tempio, ottimamente conservata, ha avuto molti ammiratori nel corso dei secoli: il primo fu Giotto, che lo riprodusse nell'affresco che rappresenta S. Francescoe il povero; il classicista Goethe, che ad Assisi venne solo per ammirarlo e ne scrisse: « ... finalmente giungemmo alla città veramente antica, ed ecco, davanti ai miei occhi quell'illustre monumento, il primo completo monumento dell'antichità che io contemplavo. Un tempio non vasto come si addice a una così piccola città e, tuttavia, così perfetto, così ben pensato che farebbe ovunque una bellissima figura ...». Nel corso della storia la struttura cambiò la propria funzione varie volte nel cdei secoli: prima chiesa, poi insieme di botteghe, quindi sede del Comune fino a che nel 1456 ritorna a essere una chiesa con il nome (dal 1539) di Santa Maria sopra Minerva.

La piazza costruita davanti alle colonne del Tempio era uno spazio urbano molto ampio, che raggiungeva le dimensioni, maggiori di quelle attuali, di 85 metri per 44. Lo spazio si restrinse e si sopraelevò di molto quando vennero costruiti i palazzi che oggi fronteggiano il Tempio. Davanti alle colonne del portico, una serie dl segni  chiari sul selciato indica il punto sotto il quale si trova la pedana monumentale dove si riunivano le corti di giustizia. Nulla si vede dell'antica piazza; ammirare i resti del foro è necessario scendere al di sotto del selciato, dove si trovano gli ambienti più antichi, visitabili entrando nel Museo archeologico a due passi di distanza. L’accesso al museo (ingresso €  4) avviene attraverso la cripta della chiesa di  S. Niccolò de pede platee, fondata nel 1097 e demolita nel 1926 per la costruzione del Palazzo delle Poste. La Leggenda dei tre compagni che proprio qui, nel 1209, sia avvenuta la conversione di Francesco, dopo aver consultato per tre volte consecutive delle pagine del Vangelo insieme ai suoi amici Pietro e Bernardo da Quintavalle. «EI beato Francesco ... disse alli predetti uomini, cioè Bernardo e Pietro: o fratelli. questa e la vita e la regola nostra e di tutti quelli che si vorranno aggiungere alla nostra compagnia. Andate dunque e, come avete udlto, così adempite ...». Già qui, sia una parte delle mura sia la pavimentazione sono di epoca romana: attraverso uno stretto passaggio dove sono esposte varie lapidi, per la maggior parte di provenienza locale, si entra nella sala principale del Museo (in realtà nella vera e propria piazza romana). Per capire la sua topografia, bisogna sempre ricordare la posizione del tempio in superficie, che si comprende osservando le due scale parallele che salivano verso la costruzione sovrastante. Davanti alle scale si trova una struttura dl blocchi dl pietra calcarea chiara: secondo differenti interpretazioni, potrebbe essere stato un altare oppure una pedana monumentale, destinata a sorreggere le sedie curuli dei magistrati cittadini durante le udienze pubbliche e le ricorrenze festive. Sui reperti esposti e sulle antiche pietre non mancano le 'firme' di chi aveva avuto responsabilità pubbliche ad Assisi: tra questi Caio Cetronio, Attio Rufo,. Tito Olio Gargenne e Lucio Vallius. Una piccola sala adiacente all'ambiente principale conserva un monumento di forma quadrata che risale probabilmente al l secolo d.C. e che potrebbe essere un'edicola concepita per proteggere le statue che due ricchi liberti donarono alla città. «Galeo Tettieno Pardala e Tettiena Galena costruirono a proprie spese il tetrastilo e anche le statue di Castore e Polluce e l'offrirono in dono ai cittadini e al municipio di Assisi», recita un'iscrizione sui retro, «in occasione della dedicazione del monumento, luogo concesso per deliberazione del Senato, offrirono un banchetto e distribuirono a ogni decurione 5 denari, 3 ai seviri e alla plebe un denaro ciascuno. Luogo concesso per deliberazione del Senato». Anche all'epoca, dunque, il confine tra mecenatismo e sponsorizzazione fosse abbastanza labile. Nell'intero ambiente sotterraneo si trovano esposti i reperti raccolti dall'Accademia Properziana del Subasio a partire dal 1826, che per un lungo periodo erano stati collocati nel portico del Tempio di Minerva. Tra questi, un imponente sarcofago del II secolo d.C. e una statua maschile del I secolo d.C. rinvenuta negli scavi della piazza, oltre a una serie steli e iscrizioni. I resti di una statua femminile seduta, trovata nel corso del secolo in questo stesso luogo, ha probabilmente fatto pensare che il tempio dedicato a Minerva.

Lasciando il polo di origine romana, a poca distanza a piedi, si raggiunge il cuore della spiritualità mondiale, la Basilica di San Francesco. Il poverello di Assisi era morto da pochi mesi quando, per volere di padre Elia, vicario dell'ordine dei Frati Minori, nel luglio del 1228 venne iniziata la costruzione della Basilica Inferiore, cui finalità era ospitare la Tomba di San Francesco. La chiesa originaria corrisponde a una piccola parte di quellae le modifiche e gli ampliamenti andarono avanti senza sosta. Fino a quando, con la costruzione della cappella di S. Caterina nel secolo seguente, l'insieme delle basiliche sovrapposte venne finalmente. Costruita lontano dal centro della cittadina medievale, la Basilica volle celebrare l’importanza del potere religioso rispetto a quello civile e, poco alla volta, la sua forza d'attrazioneper così dire 'allungato' Assisi fino a collegare la chiesa con l'impianto urbano. Oggi il complesso risulta abbastanza articolato. La parte che si affaccia sulla piazza ricoperta di manto erboso (la cartolina più bella di Assisi) rappresenta l’accesso alla basilica superiore. All'interno, al di sopra della galleria, intorno alle bifore e al rosone, si trovano gli affreschi attribuiti a Cimabue e maestranze; sulla navata centrale al di sotto delle galleria corre il più conosciuto e amato ciclo di 28 affreschi in cui Giotto racconta gli episodi salienti della biografia francescana, così come canonizzata dopomorte del santo. La chiesa inferiore, a cui si può accedere scendendo da una scala interna che conduce al chiostro grande e all'ingresso del Museo del Tesoro, è più buia e raccolta. In questo opificio di bellezza si trova la cripta  in cui sono ospitate le spoglie del santo e dei suoi più stretti confratelli. Su queste basi anche qui nella Basilica Inferiore le opere pittoriche sono eccezionali e numerose: sulla navata si trovano quelle realizzate dal Maestro di San Francesco; la terza cappella destra è decorata da affreschi di Giotto; frammenti delle opere di Cimabue si trovano nel braccio destro della crociera. Dalla chiesa inferiore si esce sulla spettacolare piazza circondata da portici, un eccellente zona per sostare all’ombra e al contempo con la vista dell’interno complesso religioso.

Un altro caposaldo architettonico della storiografia francescana si trova appena fuori dalla città, in uno di quei contesti bucolici tanto cari a San Francesco. Lasciando Assisi dall'alto, attraverso l'antica porta Perlici, si giunge sulla strada per I'Eremo delle Carceri (apertura: 8.30-18.30). Sulla sinistra, un viottolo abbastanza ripido segna l'inizio del sentiero verso I'Eremo. La mulattiera sale con decisione fino alle Mandrie per poi diventare pianeggiante e panoramica e condurre finalmente alla meta, che si trova in un'oasi verde alle pendici del monte Subasio. II nome del piccolo convento nasce dalla scelta dei frati di rinchiudersi [carcerarsi] in questo luogo di meditazione. Si accede al piccolo convento da un cortile triangolare, con un pozzo al centro. La piccola chiesa quattrocentesca conserva un affresco e alla chiesa primitiva si accede da uno stretto cancello. Una scaletta scende passando per stretti corridoi e porticine e arriva alla grotta dove, secondo la leggenda, il santo dormiva sulla dura pietra.

Eremo delle CarceriEremo delle Carceri

Entrambi i poli della città, porzione civile e porzione religiosa, vengono toccati in maniera eguale dal Calendimaggio (prima settimana di Maggio) di Assisi, vero e proprio tributo alla primavera, la quale viene salutata con gare di balestra, taverne improvvisate in ogni angolo urbano, fiaccole in stile rinascimentale a far luce sui saliscendi e soprattutto l'elezione di Madonna Primavera, la più bella fra le belle dei due rioni cittadini.

Inoltre nella gioiosa Assisi svolgono ogni anno (3-4 ottobre) le solenni celebrazioni liturgiche in onore del patrono d'Italia, San Francesco, figura storica il cui grande appeal attira non solo fedeli e turisti, ma anche importanti personalità religiose non cristiane. Per questo suo status città del dialogo e della fede (qualsiasi sia),  Assisi è la meta finale della Marcia della Pace Perugia-Assisi, l’annuale corteo nonviolento ideato da Aldo Capitini nel 1961 per favorire la pace e la fratellanza interreligiosa e interraziale fra i popoli.

 

VICINO AD ASSISI

Lungo il tracciato della antica via Flaminia, ancora oggi principale via dl comunicazione tra Assisi e il sud della regione, affaccia una serie di borghi e cittadine che rappresentano un esempio notevole dell'architettura, dell'arte e del paesaggio umbro. Arroccata su un versante del monte Subasio, Spello deve alla pietra calcarea rosata della montagna - pietra utilizzata per edificare case, chiese e palazzi - il suo particolare e ammaliante colore. Circondata dalle formidabili mura augustee e tagliata dalla via principale, che collega la monumentale porta Consolare con la porta dell'Arce, Spello conserva più di ogni altro luogo umbro tracce della presenza romana. Risale all'XI-XII secolo la Chiesa di S.Maria Maggiore, al cui interno c’è la splendida  Cappella Baglioni: gli affreschi del Pinturicchio (1501) che la ornano sono considerati fra i capolavori dell'artista. II Palazzo comunale vecchio, fondato nel 1270 è rifatto nel XVI secolo, e circondato da una serie di case quattrocentesche, mentre la facciata di S. Lorenzo con molte aggiunte e modifiche ben visibili, racconta della lunga e complessa storia della costruzione. Tutta la città raggiunge la sua apoteosi estetica durante infiorate di Spello:ogni strada della città si ricopre di un tappeto variopinto e profumato di petali di fiordaliso, rosa, papavero, iris….Le raffigurazioni a carattere sacro dipinte dai petali colorati celebrano la ricorrenza del Corpus Domini, una delle più sontuose d'Italia.

SpelloSpello

Ancora più a sud di Spello, c’è Trevi, quale sorge su di un colle a forma di cono e domina la pianura con scorci panoramici davvero affascinanti. Le case del paese sembrano avvolgersi su se stesse, mentre le strade che le traversano salgono verso la sommità del poggio formando un pittoresco dedalo di viuzze. II monumento principale di Trevi è la chiesa di S. Emiliano, che conserva le tre antiche absidi romaniche della chiesa d’origine. Più in alto si trova il nucleo più antico della cittadina, dove nel convento di S. Francesco ha sede la Raccolta d'Arte; nell'attigua chiesa, intitolata anch’essa al santo di Assisi, si conservano interessanti affreschi. Trevi vanta fra le altre cose un tesoro preziosissimo e rinomato, il sedano nero, il quale viene celebrato nell’omonima sagra accompagnato da insaccati sulla brace e ortaggi crudi in pinzimonio.
Ai piedi del colle, sulla Flaminia che procede verso Spoleto, si trovano le Fonti del Clitunno, annunciate dalla singolare struttura del loro piccolo tempietto. Le sorgenti, da cui sgorga il Clitunno, formano un'ampia area umida (circa 10000 metri quadri) punteggiata da incantevoli isolette tra rigagnoli di acqua gelida ombreggiata da una macchia dl salici e pioppi. In queste terre fiabesche tutto è un invito al relax più assoluto.

TreviTrevi

COME RAGGIUNGERE ASSISI

IN AUTO: Da nord, A14 Adriaticafino all'uscita di Cesena (150 km da Assisi) e proseguire per Perugia lungo I'E45fino all'uscita per Assisi. Dalla Autostrada del Sole A1,uscita Valdichiana fino a Perugia, poi in direzione di Cesena sulla E45 fino all'uscita di Assisi  Chi viene da sud per la A14 deve lasciarla a Civitanova Marche e proseguire per Foligno-Perugia fino all'uscita per Assisi.  Chi segue I'A1 deve prendere l'uscita di Orte e poi percorrere la E45 in direzione Perugia-Cesena fino ad Assisi.


IN TRENO: La Stazione di Santa Maria degli Angeli si trova sulla linea Firenze – Terontola – Perugia- Foligno ed è collegata al centro della città di Assisi attraverso la navetta apposita. Scendere alla ferrovia di Santa Maria degli Angeli può essere l’occasione per visitare la Basilica omonima, la quale, oltre il notevole cupolone e la cima ornata dalla statua della Madonna rivestita d'oro, può vantare al suo interno Porziuncola, la minuscola cappella dove si radunava in preghiera San Francesco d'Assisi. Fra l’altro il nome del paese è stato utilizzato dai missionari francescani spagnoli, nel 1781, per battezzare la città californiana di Los Angeles. Non per niente, nonostante le palesi diversità relative a dimensione e fama, le due città sono da anni gemellate. 


IN AEREO: Data l’estrema vicinanza con Assisi, l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria prende il nome di San Francesco. Oltre a rappresentare una moderna meraviglia architettonica ben incastonata nelle terre battute da San Francesco, questo aeroporto è indubbiamente la principale via di collegamento per il Cuore Verde d’Italia. Il notevole aumento di passeggeri registrato negli ultimi anni e la posizione strategica dell’aeroporto ha reso possibile l’ampliamento dell’infrastruttura che può ora contare su un terminal moderno e all’avanguardia idoneo ad ospitare un traffico di oltre 500.000 passeggeri annui. La nuova veste dell’aeroporto è firmata dal grande architetto Gae Aulenti, la quale con l’ultimo progetto prima di morire ha sottolineato la sua grande amicizia con l’Umbria, terra che amava e conosceva profondamente. Questi affetti si traducono nella capacità di creare un’infrastruttura innovativa sapendo rispettare l'ambiente e armonizzando perfettamente idee all’avanguardia col suggestivo scenario della piana di Assisi. Per saperne di più su voli e compagnie aeree.


A PIEDI: Non è proprio il sistema più popolare per raggiungere Assisi, ma, per come si svolge e si conclude, il Cammino di San Francesco è la quintessenza del viaggio: c’è un punto di partenza, una meta da raggiungere (Assisi per l’appunto) e soprattutto un lungo percorso spesso accidentato e faticoso, ma al contempo carico di bellezza, solidarietà e magnifiche scoperte. Ispirato al successo millenario del Cammino di Santiago e alla disordinata lista di pellegrinaggi preesistenti nel centro-Italia, finalmente la nostra penisola può vantare un suo Cammino e un’esperienza mistico-sportiva di livello internazionale. Gli ingredienti ci sono tutti: un percorso affascinante lungo campagne appenniniche e cittadine medievali che hanno fatto da sfondo alla storia francescana; una meta (Assisi) dove visitare la tomba del Santo più famoso del mondo; il rilascio di una Credenziale come la credencial Cammino di Santiago convalida lo status di pellegrino lungo il sentiero e permette l’accesso ai rifugi (vedi più in basso); una certificazione (l’Assisana) che come la Compostela viene rilasciata dall’autorità ecclesiastica e certifica il compiuto pellegrinaggio. Per saperne di più sul Cammino di San Francesco

Inoltre, una volta all’anno è possibile raggiungere Assisi a piedi da Perugia in compagnia di una fiumana di manifestanti per la pace e la nonviolenza. Si tratta della sopracitata Marcia per la Pace Perugia-Assisi.


Lago Trasimeno e dintorni

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