Alle porte di Perugia, lungo una delle più panoramiche vie d’accesso alla città, venne costruita a metà Duecento un imponente santuario. E’ San Bevignate, la Chiesa dei Cavalieri Templari, dedicata al "santo" leggendario per il quale i perugini nutrivano una fortissima devozione.

Chiesa di San BevignateChiesa di San Bevignate

Ma chi era San Bevignate?
 
Andrè Vauchez definì San Bevignate “il santo misterioso di Perugia”. Ugolino Nicolini parlò della “…oscurità totale che avvolge la sua vicenda” . Nicolò Del Re scrisse: “Nulla di certo si conosce della sua vita. Alcuni lo pongono alla fine del secolo V, altri tra il XII e il XIII”. Chi fu realmente Bevignate, il monaco eremita che, nonostante la mancata canonizzazione da parte della Chiesa, fu sempre venerato come santo dal popolo di Perugia? In realtà nessuna prova esiste della sua esistenza, solo una tradizione orale molto forte racconta della sua vita da eremita (in epoca imprecisata) e dei suoi tanti miracoli: quello delle olive e del grano che fece maturare prima del tempo per sfamare dei poveri giunti a fargli visita; dei due innocenti condannati a morte, che furono liberati dopo essersi raccomandati al santo; di un bambino ucciso da un lupo e che egli resuscitò.
 Secondo una leggenda egli giunse dalla Germania con Teodorico re dei Goti, in compagnia di sei altri suoi fratelli tra cui Ercolano, futuro vescovo e patrono di Perugia. Le informazioni biografiche finiscono più o meno qui, ma, nonostante la pochezza di informazioni relative a Bevignate, è certo che il suo culto si radicò profondamente a Perugia e non solo. A partire dal tardo medioevo ricevette una sorta di canonizzazione laica e il suo nome, grazie anche al pressing dei templari, venne da allora sempre preceduto dal sacro appellativo “San”.

A Perugia il culto di san Bevignate restò vivo almeno fino al XVII secolo. Non per niente la chiesa che porta il suo nome fu voluta e costruita dai Templari, l’ordine di monaci-cavalieri la cui presenza a Perugia divenne estremamente rivelante, in primis nel Duecento, quando parteciparono attivamente alla vita della città. Non per niente intitolarono la chiesa da loro eretta a San Bevignate, amatissimo dal popolo, e si prodigarono per ottenere la canonizzazione dell’eremita che i perugini vedevano come loro patrono più dei tre ufficiali (Sant’Ercolano, San Costanzo e San Lorenzo).

Nel 1312, a seguito della condanna e relativa soppressione dell’Ordine dei Templari, la Chiesa di San Bevignate passò sottola gestione dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme e in seguito venne adibita a convento per monache. Dopo la caduta in disgrazia della comunità religiosa femminile e i successivi passaggi di timone in cui ogni aspetto liturgico venne lentamente eliminato, nel 1894 la Chiesa passò in mano al Comune di Perugia, che abulico, la lasciò cadere in un secolare stato di generale deterioramento alternando momenti di totale incuria a superficiali operazioni di restauro

I cittadini, tuttora vicini al loro santo laico, erano indignati ma purtroppo impotenti. Venne loro incontro il terremoto del 1997 che rese i lavori di restauro ancora più urgenti. Finalmente il Comune operò un brillante risanamento e oggi la Chiesa di San Bevegnate è magnificamente ripristinata, godibile e soprattutto gode della fama di centro di rilevanza internazionale per comprendere l’Ordine dei Templari.

Dopo questo antefatto storico, possiamo ora concentrarci sulla Chiesa, la quale può vantare dimensioni importanti ed è improntata su uno stile a metà fra  gotico e romanico, con un aspetto esterno simile ad una fortezza, possente e disadorna. Sovrasta l’accesso alla Chiesa un notevole rosone che, seppur maestoso, rispecchia l’umiltà orgogliosa comunicata dall’austera struttura. All’interno, dietro l’altare, vi è uno dei tre pozzi  presenti nel complesso e sembra che sia proprio quello da cui San Bevignate fece sgorgare miracolosamente dell’acqua. Inoltre la struttura è l’unica chiesa italiana integralmente affrescata dai Templari e questa circostanza fa del complesso la Mecca di tutti gli esegeti dell’Ordine dei monaci guerrieri, ma pure dei fanatici di esoterismo e cospirazionismo. Nelle pareti si possono ammirare testimonianze pittoriche eccellenti per comprendere liturgie, costumi, istituzioni templari e per conoscere le eroiche gesta dei cavalieri in Terra Santa. Ovviamente tutto viene infarcito da motivi decorativi del tutto singolari e che rimandano a simbologie iniziatiche.  Forse per i cultori di discipline esoteriche e i teorici di complotti massonici il divertimento si circoscrive a ciò, ma su queste mura sconsacrate è presente pure la più importante sezione iconografica relativa a San Bevignate e, soprattutto, al famoso movimento dei Flagellanti,  nato a Perugia e - secondo la leggenda – voluto e ispirato dallo stesso “non santo” perugino.

Se credete che la visita alla Chiesa comporti solo la scoperta del mondo templare, l’approfondimento dell’architettura romanica e la commemorazione di San Bevignate e il moviemento dei Flagellanti….beh, vi sbagliate di grosso! I lavori di restauro hanno riservato una gradevole sorpresa: proprio durante i lavori preparatori al cantiere, dopo la demolizione del pavimento della chiesa, è stato rinvenuto un tratto di pavimentazione in mosaico di periodo romano attribuibile a una domus romanae un impianto artigianale per il trattamento dei tessuti (fullonica). La scoperta della "lavanderia-tintoria" di epoca romana ha causato una modifica del progetto iniziale: sotto il pavimento in cotto è stato ricavato uno stretto camminatoio aperto per i visitatori che così in un colpo solo possono godersi un viaggio nel tempo lungo quindici secoli che passa dagli Antichi Romani e giunge fino all’Ordine dei Templari.


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