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Viaggio a Miyajima, l'isola degli Dei

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Amici della Locanda del Galluzzo, oggi inauguriamo una nuova rubrica, I Viaggi del Galluzzo, una carrellata di bellezza, esperienze e intensità umane provenienti da tutti quei mondi affini alla mission galluzziana.

Si parte dal Giappone, unico posto in cui mi sono sentito in un altro pianeta. Sì, perchè dalle scorribande sopra un toro tibetano nello Yunnan alle appassionate trattative per acquistare un tappetino di seta a Fez, beh, devo ammettere che in tutte le mie avventure internazionali mi sono sempre sentito ben ancorato al pianeta Terra...ma in Giappone no, mai.

In questo caso ci soffermeremo al giorno che seguì una mia visita agrodolce ad Hiroshima, quando mi recai verso la sua vicina appendice insulare, Miyajima, isoletta conosciuta anche col nome Itsukushima.

Se qualcuno fosse in Giappone solo di passaggio, beh, ecco, questo prezioso isolotto è tutto ciò a cui dovrà ambire, poichè in una manciata di ettari coniuga l’apoteosi della filosofia estetica giapponese e il paradigma dei migliori scenari naturali visibili su queste latitudini.

Il suo epiteto, Isola degli Dei, è già eloquente di per sé: in Giappone la sfera divina è in eterna contaminazione con quella ambientale e Miyajima è uno scrigno galleggiante pregno di 

tempietti, 
montagnole incantate
pagode,
santuari
e
sacri ponticelli aranciovivi (da dove rimirare la multicolorata grandeur delle gigantesche carpe nipponiche).

Tutti ciò è incastonato umilmente in un’immensa scenografia clorofilliana, fra natura selvaggia ed ardue colline (vi invito comunque a raggiungere - tramite funivia panoramica - la vetta suprema, il Monte Misen; sarete premiati da un orizzonte blucromato a 360°, tale da farvi sentire come il Cristo Redentor a Rio). Se si presenta l’occasione non guardate in faccia le scimmie, sono piuttosto irritabili; per quanto riguarda i cervi il mio consiglio è di occultare borse e portafogli, difatti queste fameliche bestie sono più che onnivore!

Miyajima più che un'isola, è un dolce sogno caratterizzato  dalla  consapevolezza universale e dall'ampia saggezza che pervadono la sfera onirica; come nel mondo dei sogni a Miyajima non esistono  individualità, ma un'unica grande identità in  cui ogni creatura è in comunione con l'altra, perchè fondamentalmente è l'altra. Non vi è discriminazione, non vi sono differenze, ma un unico immenso abbraccio immane...

Questa dimensione onirica si materializza architettonicamente  nel fiore all’occhiello dell’isola, il santuario di Itsukushima, un meraviglioso edificio a palafitta posto sul litorale adiacente il porto. E' una struttura che galleggia per magia sulle acque, ma dal quale, per effetto delle maree, spesso ci si può avventurare sul terreno circostante per raggiungere a piedi il solenne arco vermiglio che introduce i naviganti al luogo di culto. Celebre “cartolina” del Giappone, quest’ultimo è il più devoto segno di gratitudine verso Dei e bellezza, una gioiosa commistione fra sacro e profano, incorniciata da montagne verdi e adagiata su un piattissimo manto azzurro...semplice, ma superbo.

I turisti che previdentemente sono muniti di abbonamenti speciali per viaggiare in treno quali il Japan Rail Pass e lo Seishun 18 Kippu (in Giappone i mezzi di trasporto sono tanto efficenti quanto costosi) possono usufruire gratuitamente del traghetto che vi porterà dalla baia di Hiroshima a Miyajima, l'isola che...c'è.

in I Diari dell'Orto Visite: 5452 Commenti
Lorenzo sgorga tra i colli umbri, scorre verso nord e ristagna un pò a Bologna; infine confluisce dolcemente nel Turia valenciano. Finalmente, dopo un periodo di gioiosa stasi fra le miracolose sorgenti vulcaniche del Sol Levante e le calde correnti caraibiche, si è lasciato inghiottire dalle acque argentee del Lago Trasimeno...
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