In Umbria con i cani

L’Umbria è la patria di San Francesco, colui che parlava con gli animali e, secondo la tradizione, pure con i lupi, ovvero il progenitori di tutti i cani. Va da sé quindi che il Cuore Verde d’Italia sia un posto più che ospitale per i nostri amici a quattro zampe. In questa sede vi proponiamo una manciata di itinerari per godervi  l’Umbria in compagnia del miglior amico dell’uomo.

ITINERARI CON IL VOSTRO CANE

I FIORI DI CASTELLUCCIO

Castelluccio di Norcia è il classico borgo arroccato su un colle, all’interno del Parco nazionale dei Monti Sibillini, tra Umbria e Marche. Siamo nel bel mezzo di un bellissimo altopiano dominato da una vasta ed eccezionale prateria. Tra i vari Piani di Castelluccio (circa 20 chilometri quadrati in tutto) lo spettacolare Pian Grande è probabilmente il più adatto per le passeggiate con il vostro cane, il quale si sentirà di volare in queste magiche e ariose distese. Da Castelluccio prendete la strada asfaltata in direzione Norcia e, appena lo desiderate, abbandonatela per incamminarvi su uno dei numerosi sentieri. Il Quadrilatero del Pian Grande, ovvero il perimetro completo della conca, richiede circa sei ore di cammino, ma si possono fare innumerevoli scelte alternative, o limitarsi a una sola parte del percorso. In pratica state camminando su un tappeto di violette, papaveri, fiordalisi, genziane, tulipani, orchidee, narcisi, peonie e…lenticchie. Sì, perché su una buona parte dell’altopiano viene coltivata una varietà tipica e rinomata in tutto il mondo questo legume, che a fine primavera fa esplodere le sue corolle gialle. Non per nientein questa sorta di Shangri-La appenninica l’acme del piacere visivo si concretizza con la Fiorita, ossia l'imponente fenomeno di fioritura dei Piani di Castelluccioche tra la fine di maggio e l'inizio di luglio offre un colorato spettacolo di papaveri e  fiordalisi ben visibile dall’anfiteatro naturale dei Monti Sibillini, in primisdalla del Redentore, la vetta più alta dell'Umbria. Quindi che aspettate? Forse non potrete trascorrere sette anni in Tibet, ma perché non godervi 7 ore (o più) nel piccolo Tibet umbro al vostro scodinzolante amico a quattro zampe.

UN TRAMONTO SUL TRASIMENO

L’Isola Polvese è la più estesa delle tre isole nonostante il nome dell’Isola Maggiore possa depistare. Dopo aver preso il battello che collega San Feliciano con l’isola avrete l’impressione essere sbarcati un piccolo paradiso bucolico che coniuga interessanti costruzioni plurisecolari e un ottimo esempio di gestione ambientale grazie alla presenza di un parco scientifico-didattico. L’infinita bellezza  e il glorioso backgroundambientalista fanno dell’Isola Polvese la Terra Promessa di tantissimi visitatori che in compagnia dei loro scodinzolanti amici staccano la spina da un mondo sempre più frenetico. L’isola ha una superficie di circa 70 ettari e può essere visitata in mezza giornata con il vostro cane. Insieme al vostro amico a quattro zampe potrete percorrere il periplo dell’isola oppure addentrarvi nel secolare uliveto. Superato questo e il giardino con le piante acquatiche, arriverete al castello con le torri del Trecento e alla Chiesa di San Giuliano. Proseguendo nel giro si arriva a una vecchia fattoria abbandonata, quindi alla chiesa di San Secondo e infine al Monastero dei monaci Olivetani. Entrambi gli edifici sono diroccati, ma conservano intatti fascino e dignità. Si potrà poi tornare al centro servizi oppure continuare (con somma gioia del vostro cane) per raggiungere il lecceto e il sentiero bordato da cipressi, o in alternativa sostare per godere della bella vista che si apre sulla terraferma  e sui centri abitati che si affacciano sul lago.

LA CASCATA PIU’ FAMOSA D’ITALIA

Condividete con il vostro cucciolone l'emozione di questa meravigliosa cascata,cosi bella da avere affascinato poeti e artisti di ogni epoca: «Volgiti indietro! Vedi sul margine, da una parte all'altra, sotto lo scintillante mattino, posa un'iride tra gli infernali gorghi e sembra, tra l'orrore della scena, l'Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto». Con queste parole Lord Byron descriveva la Cascata delle Marmore, la più imponente d'Europa, un luogo fantastico dove la Storia millenaria incontra e si mescola con la fenomenale natura indomita che ancora oggi incanta i visitatori.
 La Cascata, che si trova proprio nel cuore dell'Umbria, appare come una scrosciante colonna d'acqua distribuita su tre salti, con un dislivello totale di 165 metri ben immersi nel verde di una rigogliosa vegetazione. Ma quello che si presenta come un vero e proprio spettacolo della natura è in realtà il risultato di oltre 2000 anni di lavoro da parte dell'uomo, che a partire dall'età romana ha tentato di canalizzare le acque del fiume Velino per farle precipitare nel sottostante fiume Nera. Qui, dove cielo, acqua e terra si incontrano e si mischiano in modo scenografico, potrete trascorrere un fine settimana all'insegna di bellezza e natura, godendovi tutte quelle gioiose emozioni frutto della contemplazione della potente Cascata o dell’immersione nel verde del parco. L'area della Cascata delle Marmore comprende un'ampia zona escursionistica formata da un parco naturale e da cinque sentieri varia lunghezza, che faranno la felicità del vostro cane (deve comunque rimanere sempre al guinzaglio). i diversi sentieri che innamorare il vostro cane, il percorso n.1 rimarrà sempre nei come un suggestivo insieme di immagini e sensazioni. II sentiero è di per sé interessante sotto l'aspetto naturalistico, grazie alla rigogliosa vegetazione e alle grotte nascoste, ma è a metà percorso che si trova il punto più spettacolare, il Balcone degli Innamorati. Balcone non è altro che un terrazzino fatto di roccia situato di fronte al primo salto della cascata, anzi, per meglio dire, dentro la cascata. Si raggiunge dopo aver attraversato il Tunnel degli Innamorati, nel e lungo 50 metri. quanto riguarda gli altri quattro sentieri, il n. 2 vi permetterà di giungere vicinissimi al secondo salto della cascata, mentre il n.3 è perfetto per ammirare i canyon scavati nella roccia dalle acque del fiume Nera e per assistere alle imprese degli appassionati di canoa e rafting che sfidano le rapide. Il sentiero n. 4, il Pennarossa, conduce a un belvedere da cui si gode un sublime panorama completo dei tre salti. Il cammino n. 5, il più recente, offre panorami mozzafiato lungo tutto il percorso del Fiume Nera.

 Per saperne di più su orari e prezzi

PRATERIE E DELTAPLANI SUL MONTE CUCCO



Quanto è bello camminare con il proprio cane su un prato che si estende a perdita d’occhio davanti a noi? Questo senso di libertà e di immersione piena in una natura amica si può godere passeggiando sul Monte Cucco (1566 metri). A una ventina di chilometri da Gubbio, il monte è anche celebre per l’attività speleologica che si svolge nelle sue sterminate cavità naturali. Ciclopici antri di cui non si sospetta assolutamente mentre si cammina con il vostro amico peloso in superficie, sui dolci declivi ricoperti dall’erba ed ai fiori. Pian della Macinare, per esempio, è un vastissimo verde pianoro, formato da una depressione carsica a 1150 metri d’altezza, in vista della vetta. È circondato da una fitta faggeta e d’inverno è una bianca distesa solcata dalle piste per lo sci da fondo. Nella bella stagione potete attraversarlo insieme al cane, dopo esservi giunti in auto per la strada comunale, o in piedi lungo il Sentiero della Vecchia Strada, preferire se desiderate scoprire i vari e prodigiosi scenari offerti dalla montagna (sicuramente il vostro amico peloso gradirà di più la seconda opzione). Entrambe le vie partono dal paese di Costacciaro. Anche Pian di Monte (1180 metri), raggiungibile da Sigillo in macchina, è un’immensa prateria d’altura: è di per sé uno spettacolo il decollo dei numerosi deltaplani qui trovano il punto ideale per spiccare il volo (e che Fido non dovrà tentare di inseguire pur scambiandoli per giganteschi uccelli).

EMERGENZE VETERINARIE

Clinica veterinaria Pet Service
 - Località Maceratola, Via Larga 7/B, 06034 Foligno (PG) 
Tel.  0742321506 – 3355913025

Clinica veterinaria Trasimeno - 
Via Garibaldi 85, 06063 Magione (PG) Tel. 0758472081

Servizio Emergenza Veterinari ULSS di Assisi 
(animali randagi e non)
 - dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 15.00
Tel. 075.8139612 – Servizio notturno Tel. 07581391

DOVE DORMIRE CON IL VOSTRO CANE IN UMBRIA

Locanda del Galluzzo
 - Località Trecine
 06065 Passignano sul Trasimeno (PG)
 Tel .  +39 3381383218



Per godere al massimo della vacanza con i vostri cani, consigliamo vivamente di alloggiare alla Locanda del Galluzzo, agriturismo che coniuga l’ottimo panorama sul lago Trasimeno all’estrema vicinanza al delizioso borgo medievale di Castel Rigone.  Grazie alla natura a perdita d’occhio che circonda le sue strutture, la Locanda è la cornice perfetta per rilassanti passeggiate con i vostri amici a quattro zampe. L’alloggio per i cani è gratuito a prescindere dalla taglia.

Umbriano

E’ decisamente inquietante questa silenzioso paese fortificato, arroccato su un impervio sperone roccioso del Monte Sant'Angelo - in provincia di Terni - e raggiungibile solo con una camminata di circa un'ora in mezzo a sentieri di campagna e fitta boscaglia. Si parte da da Colleponte (Fraz. di Macenano – Comune di Ferentillo) e il percorso ad anello è piuttosto ben segnalato. Ma prima di intraprendere il cammino verso Umbriano armatevi di coraggio. Il perché lo capirete a breve.

La fortificazione fu edificata nell'anno 890, sui resti di quello che viene ritenuto il più antico nucleo abitativo della Valnerina e probabilmente la prima città umbra, con molta probabilità edificata tra l'VIII e il VII secolo a.C.. Insieme alIa rocca di Ferentillo, difendeva dalle incursioni saracene la potentissima abbazia di San Pietro in Valle, recentemente convertita in un incantevole albergo dove godersi la pace francescana. Oggi Umbriano, che studi recenti vogliono essere stata sede dei Catari delIa Valnerina, è a tutti gli effetti una città-fantasma, difatti venne completamente abbandonata negli anni Cinquanta. E’ dominato da un possente castello immerso in una fitta boscaglia con un'alta torre quadrata, i bastioni e la porta ogivale.
All'interno della vicina chiesa romanica di San Rocco, in precario stato di conservazione, si ammirano alcuni pregevoli affreschi di Giovanni di Pietro detto Lo Spagna, pittore spagnolo allievo del Perugino che operò in Umbria sul finire del Quattrocento.

La località è particolarmente suggestiva e l'atmosfera inquietante e per certi versi spettrali:  le antiche case sono invase dalle erbacce e le leggende vogliono che il silenzio sia a volte squarciato dalle urla delle persone uccise durante regolamenti di conti tra gli abitanti del castello. Inorridente è la presenza di un foro posto nella vecchia cappella, probabilmente l’accesso ad una cripta all’interno del quale e possibile ancora oggi vedere resti di ossa umane e dove si mormora vengano tuttora praticati strani riti notturni. Ma è comunque il contesto esterno a dare i brividi: in giro non c’è anima viva, case abbandonate, resti di camini qua e là, abbeveratoi in disuso da secoli, borghi vuoti, atmosfera spettrale, quasi da film horror. Una volta lì, le sensazioni che avrete vi porteranno a due decisioni: rimanere affascinati dal luogo o tagliare la corda impauriti.

L’atmosfera è lugubre, insidiosa, quasi terrificante di notte, mentre il giorno la passeggiata diventa straniante in quanto alberi e vegetazione escono fuori dagli angoli più disparati della città-fantasma.
La sera, come detto in precedenza, vi sembrerà di essere personaggi di una storia del terrore in compagnia di gufi, civette e rumori ambigui. È una sensazione di paura mista a meraviglia, affascinante difficilmente ripetibile da altre parti e - a differenza delle Horror House parchi d’intrattenimento - è completamente gratis. Le vibrazioni emozionali sprigionate da Umbriano sono potentissime, tanto che di notte, quando il vento si fa sibilante, sembra di sentire le urla degli antichi abitanti sgozzati per trame di palazzo o rappresaglie fra fazioni cittadine.

Ma è un po' tutto il territorio del comune di Ferentillo a celare strane e misteriose presenze. Nel borgo di San Mamiliano, il più caratteristico del territorio ferentillese, si notano un campanile ricavato sulla ex torre d'avvistamento e un pozzo sormontato da una colonnina datata 1005, con scolpito il primo stemma di Ferentillo e la testa mozzata di un saraceno. La Chiesa di Santo Stefano, situata nel capoluogo, custodisce nella cripta una ventina di mummie perfettamente conservate, scoperte nel 1806. Gli studiosi sono convinti che la mummificazione sia avvenuta per effetto delle sostanze chimiche presenti nel terreno, che essicca completamente le cellule umane lasciando intatti i tessuti. E la leggenda vuole che questa terreno miracoloso sia state fatto portare a Ferentillo dalla lontana Terra Santa, per volere della nobile famiglia Cybo, alla quale papa Innocenzo VIII donò il feudo dell'abbazia di San Pietro in Valle. Da alcuni anni è stato allestito all'interno della chiesa un vero e proprio museo visitabile con tour guidati che illustrano le storie dietro a quei corpi, tra i quali spiccano addirittura quelli di due asiatici. Secondo la leggenda questi ultimi sarebbero un ricco uomo orientale e la sposa, probabilmente cinesi, in viaggio di nozze in Italia nel periodo in cui l'Europa era afflitta dalla piaga della Peste Nera. I due malcapitati, dopo essersi ammalati, morirono a Ferentillo, dove furono sepolti nella chiesa del paese. Tra le altre mummie si riconoscono un gobbo, due soldati francesi, un uomo morto impiccato e un avvocato ucciso a coltellate.

Cascata delle Marmore

Godetevi l'emozione di questa meravigliosa cascata, cosi bella da avere affascinato poeti e artisti di ogni epoca: «Volgiti indietro! Vedi sul margine, da una parte all'altra, sotto lo scintillante mattino, posa un'iride tra gli infernali gorghi e sembra, tra l'orrore della scena, l'Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto». Con queste parole Lord Byron descriveva la Cascata delle Marmore, la più imponente d'Europa, un luogo fantastico dove la Storia millenaria incontra e si mescola con la fenomenale natura indomita che ancora oggi incanta i visitatori.

Cascata delle MarmoreCascata delle Marmore

La Cascata, che si trova proprio nel cuore dell'Umbria, appare come una scrosciante colonna d'acqua distribuita su tre salti, con un dislivello totale di 165 metri ben immersi nel verde di una rigogliosa vegetazione. Ma quello che si presenta come un vero e proprio spettacolo della natura è in realtà il risultato di oltre 2000 anni di lavoro da parte dell'uomo, che a partire dall'età romana ha tentato di canalizzare le acque del fiume Velino per farle precipitare nel sottostante fiume Nera. Qui, dove cielo, acqua e terra si incontrano e si mischiano in modo scenografico, potrete trascorrere un fine settimana all'insegna di bellezza e natura, godendovi tutte quelle gioiose emozioni frutto della contemplazione della potente Cascata o dell’immersione nel verde del parco. L'area della Cascata delle Marmore comprende un'ampia zona escursionistica formata da un parco naturale e da cinque sentieri varia lunghezza.

Tra i diversi sentieri che vi potranno accompagnare alla scoperta di questo luogo da favola, il percorso n.1 rimarrà impresso nei vostri ricordi come un suggestivo insieme di immagini e sensazioni. II sentiero è di per sé interessante sotto l'aspetto naturalistico, grazie alla rigogliosa vegetazione e alle grotte nascoste, ma è a metà percorso che si trova il punto più spettacolare, il Balcone degli Innamorati. incantato, meta dalle coppiette di mezzo mondo, questo scorcio di cascata prende il nome dalla sua vocazione di 'cupido': infatti, proprio al santo protettore degli innamorati, Valentino, vescovo di Terni nel III secolo d.C., si attribuisce il merito di avere fatto scaturire dalla rupe, percuotendola con il bastone pastorale, un getto d'acqua tale da formare un 'velo da sposa', allo scopo di dimostrare la purezza delia bella e casta Nerina che era stata messa in dubbio dal futuro sposo. Il Balcone non è altro che un terrazzino fatto di roccia situato di fronte al primo salto della cascata, anzi, per meglio dire, dentro la cascata. Si raggiunge dopo aver attraversato il Tunnel degli Innamorati, nel e lungo 50 metri. Dal balcone vi basterà allungare una mano per tastare l'acqua del fiume Velino in tutta la sua potenza. quanto riguarda gli altri quattro sentieri, il n. 2 vi permetterà di giungere vicinissimi al secondo salto della cascata, mentre il n.3 è perfetto per ammirare i canyon scavati nella roccia dalle acque del fiume Nera e per assistere alle imprese degli appassionati di canoa e rafting che sfidano le rapide. Il sentiero n. 4, il Pennarossa, conduce a un belvedere da cui si gode un sublime panorama completo dei tre salti. Il cammino n. 5, il più recente, offre panorami mozzafiato lungo tutto il percorso del Fiume Nera

Nei mesi di dicembre e gennaio la zona escursionistica (sentieri n.1, n.2 , n.3, n.5) è chiusa per ragioni climatico-ambientali. In questo periodo è comunque possibile accedere al Belvedere Inferiore (piazzale Byron), al Belvedere Superiore ed al sentiero n.4 (Belvedere Pennarossa)

A proposito di belvederi, il primo salto della cascata si può ammirare anche dalla Specola, il loggiato che papa Pio VI fece costruire nel 1781 proprio accanto al punto di osservazione preferito dai viaggiatori del Grand Tour(un lungo viaggio che a partire dal XVII secolo i giovani aristocratici europei effettuavano in Europa continentale al fine di perfezionare le loro conoscenze e che fra le tappe includeva anche I'ltalia). Da questa piccola torretta situata all'estremità del Belvedere Superiore della cascata si può godere della visione migliore del celebre arcobaleno delle Marmore, che pero si manifesta solo in presenza di particolari condizioni atmosferiche. Furono proprio i viaggiatori del Grand Tour a raccontare di questo meraviglioso
fenomeno naturale; alcuni addirittura sostennero di aver visto più arcobaleni dalle forme insolite, quasi a formare un cerchio completo.

Prima di raggiungere la Cascata delle Marmore è consigliabile informarsi sull’orario di apertura dell’area e sull’orario di rilascio dell’acqua. A monte del salto, infatti, le acque del fiume Velino vengono deviate nelle condotte forzate per alimentare un imponente sistema di centrali idroelettriche, per cui la massima portata della Cascata è visibile solo a orari prestabiliti. Entrambi gli orari (apertura area e rilascio acqua) variano a seconda delle stagioni (molto ampi d’estate, ridotti d’inverno). Vai al sito ufficiale per maggiori informazioni

I migliori itinerari in moto

Per quanto storicamente e geograficamente variegata, l’Umbria ha un forte carattere unificante riscontrabile nella sua marginalità  dalle cose e dalle vie nazionali, fattore che ne ha preservato genuinità umana,  misticismo e armonia paesaggistica.

I migliori itinerari in motoI migliori itinerari in moto

Di conseguenza l’Umbria non è certo una terra di passaggio. Non ha le infrastrutture per questo scopo, ma neanche la vocazione. In Umbria ci si deve voler andare!

Strade tortuose, meravigliosamente attorcigliate, con curve strette e ripidi tornanti. Borghi medievali, scrigni d'arte e di storia arroccati su uno sperone roccioso o sulla sommità di un monte: l'Umbria e un paradiso per i motociclisti. In questa sede  vi presentiamo  i migliori itinerari che possono essere facilmente percorsi in giornata e di cui si è cercato di far risaltare, oltre ai connotati motociclistici, anche
le peculiarità del territorio, quelle da cui nasce desiderio di farne una meta, la ragione di un viaggio.
La scelta dei percorsi suggeriti è ricaduta spesso su strade secondarie, tenendo in grande considerazione la piacevolezza della guida e l’offerta paesaggistica.

I migliori itinerari in motoI migliori itinerari in moto

DAL LAGO TRASIMENO AL MONTE SUBASIO

Lunghezza tragitto
 234 km

Località di partenza 
Castiglion Del Lago (PG)

Località di arrivo 
Assisi (PG)

Per godersi un po' di lago, bisogna percorrerne il periplo, dove è possibile, evitando il raccordo autostradale che abbraccia la sponda nord e parte di quella orientale. Castiglione del Lago il punto ideale di partenza; il paese ha origini romane, ancora rintracciabili nella struttura del centro storico e sorge su promontorio che nell'antichità era un'isola maggiore. Tra i vari eventi, in primavera spicca Coloriamo i cieli, voli di fantasiosi aquiloni e mongolfiere variopinte. Il lago "vero", quello 'atmosfera malinconica, si trova tra San Savino e Torricella, sotto il monte proteso verso I'isola Polvese. Passignano  si anima, l'ultima settimana di luglio, con il Palio delle Barche, storica del duello tra le due famiglie perugine degli e dei Baglioni. A Tuoro, dove spicca su un prato il Campo del Sole, museo a cielo aperto con sculture in pietra serena, si lascia il lago per spingersi fino a Gubbio. La città non ha bisogno di presentazioni: sulle falde del Monte Igino, è tra i più antichi dell'Umbria e conserva una ricchezza d'arte e architettonica di incomparabile valore. Una visita approfondita il Palazzo dei Consoli, del Museo Civico, il Palazzo Ducale, splendida Cattedrale e il Teatro romano.

Procedendo verso Assisi, cresce l'aspettativa, anche per via dei paesaggi che, tra il Parco Regionale del Monte Cucco, scorre il tratto umbro della Flaminia, l'Altopiano di Colfiorito e il Parco del Monte Subasio, l‘aspetto di mete grandiose, quasi da conquistare. Questo è il valico di Colfiorito, un enorme catino ondulato di terra rossa e fertile dove si coltivano legumi, fra cui la famosa lenticchia e la cicerchia, le cipolle e la patata rossa. A quest' ultima è dedicata una sagra nella seconda quindicina di agosto. La SP77 che attraversa il Parco di Colfiorito è bellissima e invita alla guida sportiva; ma è polverosa e i camion da cava che vi transitano frenano le velleità. Anche Foligno e Spello non hanno bisogno di presentazioni: a Foligno,Palazzo Trinci spita la Pinacoteca, il Museo archeologico e un curioso Museo dei Tornei, delle Giostre dei Giochi. Fuori porta, l'Abbazia di Sassovivo, su uno sperone roccioso e immersa nella lecceta, ha un suggestivo chiostro romanico e una loggia affrescata. A Spello si può mancare la visita alla cappella Baglioni, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, gli affreschi del Pinturicchio. In tuffo nel Parco del Monte Subasio l'ultimo passo prima di fare ingresso alia citta di San Francesco. Assisi è avvolta da un'aurea mistica e da un senso di grande pace, nonostante la gran folla di turisti che in qualsiasi stagione arriva per visitare le basiliche di San Francesco Santa Chiara.

Il percorso in generale è facile, adatto a tutti i tipi di moto e scooter. È bene sapere che il valico di Colfiorito è interessato dalla costruzione di una nuova strada (in avanzataopera, fine  2013) che unisce Muccia a Foligno e corre quasi totalmente in gallerie. Ciò comporta un discreto traffico di camion da cantiere ed eccessiva di polvere sulle strade.


SOTTO I CIELI DEI MONTI MARTANI

Lunghezza tragitto 281 km

Località di partenza 
Orvieto (TR)
Località d’arrivo Narni (TR)

L'Umbria vera, quella verde, quella dei borghi medievali le cui mura custodiscono arte, storia e tradizioni, parte dalla scenografia del Duomo di Orvieto e si perde sui crinali, guarda sulla valle del Tevere, segue il Nera e culmina nella citta del Gattamelata, Narni.

Per molti Orvieto è rimasta la meta di una delle prime gite scolastiche: allora, prima di inforcare la moto, si toma a rivedere con occhi adulti gli affreschi del Signorelli nel Duomo romano, si raggiunge il leggendario Pozzo di San Patrizio, si sfila davanti alle botteghe artigianali per raggiungere la Torre del Moro si raggiunge il leggendario Pozzo di San Patrizio, sfila davanti alle botteghe di artigiani per raggiungere la Torre del Moro.  Poi via; fuori dalla città si spalanca un mondo verde, così come è l'Umbria nell'immaginario collettivo; a chi mancasse il blu del mare basta sollevare gli occhi al cielo per restarne incantato. La statale Umbro Casentinese apre il viaggio in una serie infinita di curve con il massimo divertimento nei pressi di Ficulle, dove un gran numero di motociclisti affollano il bar all’inizio del paese ogni domenica. La si abbandona a Monteleone, per piegare verso Montegiove, su una provinciale solitaria, ben attorcigliata per assecondare la fisionomia dei monti. Il tracciato ripido sembra perdersi, poi supera il Poggio Spaccato e si fa grandiosamente panoramico nella corsa verso la cima del Monte Peglia. Ancora in solitudine, tra il verde e il blu, ci si immette sulla strada che lambisce il Parco Fluviale del Tevere, curva, si sale e si scende fino a scorgere, in lontananza il profilo inconfondibile delia citta di Todi. II Lago di Corbara si allarga improvviso dalla valle del Tevere; la sponda più regolare è occupata da filari d'uva che si spingono, su un tappeto di fiori bianchi, quasi fin sull'acqua.

Amelia interrompe la corsa solitaria verso sud: si passeggia nel borgo entro Ie mura poligonali, tra palazzi nobiliari e la Torre Civica. La via verso Todi sfiora la Foresta Fossile di Dunarobba, meta che merita una sosta. L’area della magica foresta era già negli anni Trenta era ampiamente sfruttata per la produzione di lignite, cui l'interesse è decaduto con l'avvento di nuovi combustibili. Negli anni Ottanta, un risvegliato interesse geologico ha reso possibile la valorizzazione delia foresta che oggi si presenta con tronchi fossili giganteschi, il cui diametro varia da 1 a 4 metri e la cui altezza raggiunge anche gli 8 metri dal suolo. Una cinquantina di alberi perfettamente conficcati nel terreno, che appartengono a una specie estinta di sequoia che occupava l'area dai 3 ai 2 milioni di anni or sono. La foresta, sotto la tutela delia Soprintendenza dei Beni Archeologici, è visitabile solo accompagnati dal personale autorizzato, tutti i giorni meno il lunedì e a seconda della stagione

Dopo la Foresta Fossile si corre a incontrare i Monti Martani, per intero lungo la dorsale dalla statale 316, che prende il nome dal massiccio montuoso. Sono ancora i borghi a spezzare la corsa sotto i cieli infinitamente blu: a Cursulae visita il sito archeologico dell'antica città romana; San Gemini è un grazioso borgo non distante dalle famose fonti. Infine è imperdibile la passeggiata che da Cesi sale al MonteTorreMaggiore, vetta più elevata dei Monti Martani: nell'area archeologica in cima sono visibili i resti di un tempio italico. L’Umbria più verde si saluta infine a Narni, la Rocca Albornoziana e il Ponte di Augusto: la visita alia città ipogea, con la chiesa protoromana.



VOLANDO FRA NORCIA E LE FORCHE

Lunghezza tragitto 162 km

Località di partenza e arrivo Norcia (PG)

Questa itinerario montano, che privilegia lo spettacolo delia natura umbra in tutto il suo splendore, tocca solo due centri importanti: Cascia, famosa per il Santuario di Santa Rita, e Norcia, celebre per ben altre ragioni, che inducono a privilegiarla come tappa di partenza e arrivo.

Norcia è una piccola e splendida città, il cui centro storico, con le botteghe di artigianato, le cioccolaterie e le norcinerie, un irresistibile invito a sostare, acquistare, passeggiare. Per questo abbiamo pensato un itinerario che passi e ripassi dalla città delle cento parrocchie, la quale garantisce ai suoi visitatori sempre magnifiche sorpresedi natura artistico-gastronomica. Norcia e l’unica città di rilievo che si incontra oltre a Cascia che, per via del Santuario, è più ad accogliere un massiccio turismo religioso. II resto è natura, valloni e montagne dove la primavera tarda ad arrivare e l'inverno e duro: stiamo parlando delIe Forche, solitari e deserti che, appena superati, si immergono in un panorama completamente diverso, ma ancora selvaggio, vuoto di presenze. La salita alla Forca di Ancarano inizia nell'abitato di Norcia: la SP476 porta in 6 chilometri lungo la parete del Monte Patino a coprire un dislivello di 400 metri. Oltre la forca si scorre lambendo il Parco dei Sibillini; solitudine viene spezzata solo dall'incontro con l'Abbazia di Sant'Eusebio , poco oltre, con la graziosa località di Preci. II paesaggio cambia lungo il corso del fiume Nera, dove la strada si stende in una valle ampia ma altrettanto deserta, abitata solo da qualche gregge di pecora. Poi si stringe e si attorciglia nella valle del Tisino; sale ripida a scavalcare le pendici del Monte Maggio e si snoda tortuosa e lenta fino a Poggiodomo epoi a Monteleone di Spoleto.

La Forca di Rua La Cama si raggiunge con poco panorama, ma molto divertimento: la strada ha un buon fondo con curve da raccordare e è priva di traffico. Più ripida nella discesa verso Cascia, a un primo falsopiano attacca una bella serie di tornanti. I tracciati che uniscono Cascia a Norcia sono uno più bello dell’altro e vanno percorsi in un anello ideale in cui si vorrebbe continuare a girare. Procedere verso la Forca di Chiavano può suscitare indimenticabili e variegate emozioni: il fondo stradale e in pessime condizioni, simile a tòle ondulèe, richiede di stabilire una giusta velocita per limitare i sussulti. Si incrociano solo poche case sparse, costruite nel niente dopo i danni del terremoto: sembrano casette di villeggiatura, ma in realtà sono Ie abitazioni degli agricoltori che hanno perso l'identità rurale. Tuttavia, il paesaggio è affascinante e sprigiona magnetismo. Il panorama, stretto tra le pareti dei monti, non fa percepire l'altitudine della Forca, a 1140 metri. Così ci si affretta verso la Forca di Civita; più alta, 1227 metri, la più panoramica, la più selvaggia, la più bruciata dal sole o dal vento: si guida allegri, ma si guarda lontano. Immancabile! Sotto una lunga serie di tornanti, nei pressi di Savelli, tri ruderi delia bramantesca Chiesa della Madonna della Neve, quasi totalmente crollata durante il terremoto del 1979, ma di cui restano due pareti affrescate. Norcia è di nuovo lì, dopo un lungo tratto rettilineo, con i norcini, le botteghe, il calore di un centro vivace dopo tanto viaggiare solitario.

L'itinerario non e eccessivamente lungo in termini di chilometri, ma la difficolta delle strade, strette e tortuose, dilata i tempi di percorrenza: bisogna tenerne conto nelle mezze stagioni, quando le ore di luce sono poche.

Il Cammino di San Francesco

Per come si svolge e si conclude, il Cammino di San Francesco è la quintessenza del viaggio: c’è un punto di partenza, una meta da raggiungere e soprattutto un lungo percorso spesso accidentato e faticoso, ma al contempo carico di bellezza, solidarietà e magnifiche scoperte. Insomma, non solo un viaggio, ma una metafora dell’esistenza che permette ai pellegrini di riconnettersi con le autentiche gioie della vita. A questo nobile scopo partecipa pure la dinamica del pellegrinaggio: a piedi, ma anche in bicicletta e a cavallo! Metro per metro, sasso dopo sasso, non c’è modo migliore di scoprire l’Umbria se non vivendola col cuore e totalmente abbandonati alla sua magica bellezza.

Cammino di San FrancescoCammino di San Francesco

Su queste basi si deduce che si tratti di un viaggio interiore perfetto per coloro che vogliono nutrirsi di splendore, saggezza, verità. Quindi, come l’ormai laicissimo Cammino di Santiago, è un pellegrinaggio adatto a tutti, non solo ai credenti praticanti. 



Ispirato al successo millenario del Cammino di Santiago e alla disordinata lista di pellegrinaggi preesistenti nel centro-Italia, finalmente la nostra penisola può vantare un suo Cammino e un’esperienza mistico-sportiva di livello internazionale. Gli ingredienti ci sono tutti: un percorso affascinante lungo campagne appenniniche e cittadine medievali che hanno fatto da sfondo alla storia francescana; una meta (Assisi) dove visitare la tomba del Santo più famoso del mondo; il rilascio di una Credenziale che come la credencial del Cammino di Santiago convalida lo status di pellegrino lungo il sentiero e permette l’accesso ai rifugi (vedi più in basso);una certificazione (l’Assisana) che come la Compostela viene rilasciata dall’autorità ecclesiastica e certifica il compiuto pellegrinaggio. Per di più il Cammino di Santiago è gemellato da qualche anno col Cammino di San Francesco, una circostanza che mette ordine alla tormentata e confusissima questione dei percorsi francescani. Negli ultimi anni ne sono spuntati di tutti i tipi, sfruttando in un modo o nell’altro i diritti d’immagine del poverello di Assisi: ce ne sono alcuni che partono da Assisi per raggiungere Roma, altri che attraversano fanno di Assisi una tappa di passaggio, ecc.. 
Pertanto, per ragioni di contiguità col pellegrinaggio compostelano, per il grande misticismo francescano degli eremi e degli ambienti toccati dal percorso e per la varietà di rifugi presenti nel sentiero, il Cammino di San Francesco è a nostro insindacabile giudizio la miglior traduzione italiana del cammino di Santiago.

Il pellegrinaggio parte dal santuario francescano di Montepaolo (Dovadola), presso Forlì e transita in diversi eremi e luoghi intrisi di misticismo francescano come La Verna, Camaldoli, la Casella, Camaldoli, Montecasale, Assisi. Per di più il sentiero permette di esplorare la magia medievale di cittadine storiche come Portico di Romagna, Premilcuore, Sansepolcro, Città di Castello e Gubbio.

La lunghezza del cammino, che si divide in 13 tappe, è di oltre 300 km; il percorso attraversa, soprattutto nel primo tratto di 6 tappe, i boschi tosco-romagnoli racchiusi dentro al Parco del Casentino, la parte più impegnativa a causa di ripetute salite e discese. Le tappe successive hanno ancora diversi dislivelli associati, comunque, a lunghi tratti pianeggianti che si dipanano in genere in luoghi abitati e strade asfaltate. Sul percorso si trovano rifugi e locali adibiti per ospitare i viandanti (vedi più in basso).

Le tappe fondamentali

1.    da Dovadola a Marzanella, 21 km
2.    da Marzanella a Premilcuore, 21 km, passando per Portico
3.    da Premilcuore a Corniolo, 18 km
4.    da Corniolo a Camaldoli, 22 km, passando per il Passo la Calla
5.    da Camaldoli a Biforco, 19 km, passando per Badia Prataglia
6.    da Biforco a La Verna, 9 km
7.    da La Verna a Caprese Michelangelo, 23 km, passando per l'Eremo La Casella
8.    da Caprese Michelangelo a Sansepolcro, 25 km
9.    da Sansepolcro a Città di Castello, 29 km, passando per l'Eremo di Montecasale
10.    da Città di Castello a Pietralunga, 30 km, passando per la Pieve de' Saddi
11.    da Pietralunga a Gubbio, 27 km
12.    da Gubbio a Valfabbrica, 30 km, passando per l'Eremo di San Pietro del Vigneto e Biscina
13.    da Valfabbrica a Assisi, 16 km

I Rifugi del Cammino

Ecco qui l’elenco dei rifugi istituzionali o/e  convenzioni con altre strutture nelle varie sedi di tappa. I rifugi sono dotati di brande per dormire, servizi igienici + doccia. Le convenzioni comportano un costo leggermente superiore, mentre nei rifugi istituzionali l'offerta per il pernottamento è di 7 - 11 €.

DOVADOLA: Adiacente alla Badia di Sant’Andrea,


SAN VALENTINO : RIFUGIO del cammino...e/o Capannina


PREMILCUORE - RIFUGIO del Cammino in manutenzione 


CORNIOLO - RIFUGIO del cammino

CAMALDOLI - RIFUGIO del cammino  


BIFORCO - RIFUGIO del cammino 


CHIUSI DELLA VERNA - RIFUGIO del cammino


CAPRESE MICHELANGELO RIFUGIO del cammino 


SANSEPOLCRO - RIFUGIO del cammino convenzionato 


CELALBA - Rifugio SOMAIA Convenzionato


CITTA’ DI CASTELLO - RIFUGIO del cammino


CANDEGGIO - RIFUGIO Convenzionato


PIETRALUNGA - RIFUGIO del parrocchiale


GUBBIO - RIFUGIO del cammino      


VALFABBRICA - RIFUGIO del cammino 


ASSISI - Rifugio del cammino in manutenzione – strutture alternative private

Modalità di iscrizione

Per cominciare l’avventura e scoprire l’Umbria più magica richiedete la vostra Credenziale compilando il modulo di richiesta:
http://www.camminodiassisi.it/modulo-richiesta-credenziale.html
Per ulteriori informazioni scrivete a:
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