Sarete conquistati da questa deliziosa cittadina protetta da un anfiteatro naturale di montagne: immersi in un'atmosfera idilliaca e pacifica, vi sentirete come rifioriti, nel corpo e nello spirito.

Incastonata tra le pendici morbide della Valnerina e le maestose vette  dei Monti Sibillini, nella parte più montuosa e pittoresca dell'Umbria, quasi al confine con le Marche, si trova la splendida Norcia che vanta origini antichissime risalenti addirittura all'età neolitica. Nonostante le varie vicissitudini storiche che l'hanno coinvolta, dalle invasioni barbariche ai frequenti terremoti, Norcia, crocevia fondamentale per i traffici tra la via Flaminia e la via Adriatica, conserva ancora oggi la sua struttura originale e la stupenda architettura medievale e signorile.

Anche Norcia, come tutta la Valnerina (Santa Rita da Cascia) , è ben impregnata di misticismo religioso. Proprio nella città nacquero San Benedetto – monaco fondatore dell'ordine dei benedettini e patrono d'Europa - e sua sorella Santa Scolastica, entrambi vissuti a cavallo del '500,. La conseguenza di questa “esposizione” spirituale fa sì che la città pulluli di chiese, edificate nel tessuto urbano e nelle campagne circostanti, tanto che Norcia è nota c nel mondo come la città delle cento parrocchie.

Passeggiando per le felici strade di questa cittadina, cinta ancora dalle antiche mura romane, potrete apprezzarne l'incredibile architettura. A stabilire le regole dell'urbanistica norcina contemporanea fu un regolamento 'antisismico' pontificio del 1730, secondo il quale tutte le costruzioni - case e palazzi - non potevano superare l'altezza di due piani. I signori e i nobili sopperirono alle dimensioni ridotte degli edifici arricchendoli con un ornato, che diventerà nel tempo la caratteristica peculiare del tessuto abitativo e dell'architettura sette-ottocentesca del luogo.

All'interno delle mura sono davvero molti i monumenti e le chiese di valore storico-artistico, la maggior parte dei quali concentrati in PIAZZA S. BENEDETTO, dove  non a caso si trova la statua del santo (realizzata da Giuseppe Prinzi ed eretta neI1880). Degna di nota la BASILICA GOTICA DI S. BENEDETTO, dedicata al patrono d'Europa ed eretta forse in età alto-medievale sulla casa dei genitori del santo (cosi vuole la tradizione). Edificata in un sobrio stile gotico, la chiesa, in pietra bianchissima, ha una facciata ornata da un portale a colonnine sormontate da un bassorilievo, raffigurante la Madonna tra due Angeli, da due nicchie ai lati del portale che custodiscono le statue di San Benedetto e di Santa Scolastica e da un rosone che può millantare la grazia di un’opera  fatta all’uncinetto. L’interno della chiesa, al contrario, è poca cosa. Restaurata nel XVIII secolo, dopo l’ennesimo terremoto, contiene statue e quadri che lasciano freddini. Interessante, piuttosto, è la cripta, contenente i resti di un’abitazione romana che la tradizione vuole fosse quella dei due santi fratelli. Accanto alla basilica si trovano alcuni edifici civili fatti erigere dalle autorità ecclesiastiche e comunali: il PALAZZO COMUNALE, la CASTELLINA e il PORTICO DELLE MISURE (1570), che un tempo era l'antico mercato coperto (di cui sono visibili i resti). La Castellina, di mole possente, fu fatta costruire da Giulio III come residenza fortificata dei governatori apostolici su progetto del celebre architetto Vignola, e venne adibita a Prefettura della Montagna. Oggi l'edificio ospita il Museo civico e diocesano, che raccoglie opere di pittura e scultura provenienti da Norcia e dal suo territorio. Accanto alla Castellina si erge il DUOMO, intitolato a S. Maria Argentea, edificato tra il 1560 e il 1574 e dotato di un'elegante facciata; l'interno, ripartito in tre navate, conserva cappelle gentilizie e pregevoli tele.  Lì vicino sorge il delizioso Palazzo Comunale la cui peculiarità sta nella particolare composizione dei due piani che lo compongono: uno medievale con tanto di portico, e uno sopra con loggia ottocentesca: due stili diversi, lontani nel tempo che magicamente si fondono in armonia. 

Le bellezze di Norcia, però, non si limitano a Piazza San Benedetto o alle mura. Vale la pena girovagare in lungo e in largo per  il delizioso dedalo di vicoletti medievali,  improbabili volte a botte e folli scalinate che rimandano alle incisioni di Escher. Bersi un caffè seduti su un tavolino lungo Corso Sertorio, deliziati dai raggi di un amichevole sole primaverile, è un piacere che dà senso a tutta la vita.  Altrettanto libidinose sono le repentine visite alla scoperta delle sperdute chiesette francescane e benedettine di Norcia: la loro visione fa letteralmente spuntare il sorriso.

Per quanta soggiogati dal fascino emanato da queste mura antiche, tra una visita e l'altra non dimenticate che Norcia è anche sinonimo di grande gastronomia. Se siete cultori della buona tavola potrete eventualmente seguire veri e propri itinerari enogastronomici alla ricerca di antichi sapori e profumi; in alternativa, all'imbrunire, trovatevi un buon ristorante e fatevi coccolare dalla fragranza intensa del tartufo nero, godetevi il sapore di un bel tagliere di salumi e formaggi della zona  e accompagnate il tutto con un piatto di lenticchie di Castelluccio IGP (notoriamente Ie migliori di Italia). Come avrete intuito dalla  premessa, una costante della ristorazione  del posto è la grande presenza nelle tavole di arrosti e insaccati. Non per niente l’espressione norcineria, cioè l'arte della lavorazione delle carni suine e l'insieme delle tecniche connesse, deriva dalla città di Norcia  Si può ben immaginare quindi come il tagliere degli affettati locali sia straripante di capicolli, prosciutti IGP, lonze, coppe, guanciali.  Qui fra l'altro Umbria si possono gustare uno dei tartufi più pregiati nel mondo: il nero di Norcia (tuber melanosporum). Deliziosi crostini si possono preparare con entrambe le tipologie, basta fare i tartufi a scagliette, versarli in un soffittino di aglio, amalgamare e bene e spalmarli su fette di pane leggermente tostati. Una leccornia dal profumino impareggiabile. Se vi avanzasse del tartufo lo potete mescolare a uova sbattute per preparare delle golose e fragranti frittate.

Su queste basi, per quanto riguarda souvenir et similia, va da sé che chi passa per Norcia acquisti prodotti di norcineria. Un negozio che rappresenta un certezza per fare incetta di roba di qualità è ”F.lli Ansuini” (Via Anicia, 105). Un vero paradiso del buongustaio,  sia per la norcineria tout court (prosciutto, salamini, ciauscolo, salsicce secche o fresche, anche di fegato, lonza, mortadella, pancetta…), sia per quanto riguarda altri notevoli prodotti gastronomici della Valnerina: formaggi, biscottini tipici della zona, le lenticchie di Castelluccio di Norcia…insomma, riuscire ad andar via senza comprare nulla è impossibile!

Lasciando Norcia e allontanandovi solo di qualche chilometro potrete raggiungere i leggendari Monti Sibillini, considerati nel Medioevo regno di demoni, stregoni, fate e misteriose Sibille. Qui e nella vallate circostanti la natura ha ancora un aspetto selvaggio, proprio come i volti dei pastori locali bruciati dal sole di montagna. Se amate dirupi scoscesi, valli profonde, circhi glaciali e conche dove il tempo sembra essersi fermato, allora siete a casa e avrete trovato la vostra personalissima Alaska, come nel film Into the wild. I vostri compagni di esplorazione saranno perlopiù falchi pellegrini, qualche lupetto, aquile reali e forse Dio, la cui dimora in terra non potrebbero che essere le ariose e estese pianure di Castelluccio. In questa sorta di Shangri-La appenninica, l’acme del piacere visivo si concretizza con la Fiorita, ossia l'imponente fenomeno di fioritura dei Piani di Castelluccio che tra la fine di maggio e l'inizio di luglio offre un colorato spettacolo di papaveri e  fiordalisi ben visibile dall’anfiteatro naturale dei Monti Sibillini, in primis dalla Cima del Redentore, la vetta più alta dell'Umbria. Quindi che aspettate? Forse non potrete trascorrere sette anni in Tibet, ma perché non godervi 7 ore (o più) nel piccolo Tibet umbro?

Norcia, la Valnerina e i suoi dintorni montagnosi nascondono un paradiso anche per gli amanti della neve. Infatti le alture di questa zona sono tutt'altro che da sottovalutare, specie in inverno, quando potrete godervi bellissime passeggiate con le ciaspole , percorrere chilometri con gli sci da fondo tra Ie vette  incantate dei Monti Sibillini o semplicemente ammirare la valle imbiancata direttamente dal vostro “igloo”.


Lago Trasimeno e dintorni

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