È una delle tre meraviglie di Orvieto, ma il nome, piuttosto che all’immenso misticismo umbro, richiama la lontana Irlanda e in particolare lo sperduto isolotto di Lough Derg. Infatti il pozzo, fatto costruire tra il 1527 e il 1537 papa Clemente VII,  reduce dal sacco di Roma quindi deciso a garantirsi l'acqua in caso di assedio della città in cui si era ritirato, assunse inizialmente la denominazione di Purgatorio di San Patrizio e divenne poi, nell'Ottocento, l'attuale Pozzo di San Patrizio.

II nome non è certo casuale. Richiama la leggenda di San Patrizio, noto come evangelizzatore dell'Irlanda, oltre che patrono d’adozione degli amanti della birra che in tutto il mondo lo festeggiano il 17 marzo con grande fervore etilico.  La tradizione vuole che il santo, il cui nome vero era Maewyin Succat, pregasse nei pressi di una profonda cavernasu un isolotto situato nell'Irlanda nord-occidentale:luogo indicatogli direttamente da Cristo comper il mondo degli spiriti e per il purgatorio dove, chi fosse riuscito a raggiungerne il fondo, avrebbe ottenuto la remissione dei peccati e l'accesso al Paradiso. Per circa mille anni la caverna divenne meta di pellegrinaggi, fino a quando fu chiusa da papa Callisto 1457. A Orvieto il pozzo di San Patrizio non conduce alle porte del Paradiso - anche se il nome fa supporre un qualche parallelismo con la leggenda irlandese - ma fu costruito per  il mero rifornimento idrico dal geniale Antonio da Sangallo il Giovane, l'architetto che al contempo si stava occupando delle fortificazioni della rupe.

Profondo circa 62 metri, con un diametro di 13, il Pozzo è stato scavato direttamente nel tufo e  raggiunge le acque delle fonti di San Zeno. Si tratta di un piccolo gioiello dell'architettura rinascimentale, ancora oggi visitabile, fornito di due rampe elicoidali a senso unico completamente autonome e servite da due diverse porte che consentivano di trasportare in superficie con i muli l'acqua raccolta senza ostacolare il cammino di chi stava scendendo. Il percorso, facilitato 248 gradini, era aerato e illuminato da 72 finestroni. E’ curioso e per alcuni versi inquietante notare che la doppia rampa elicoidale progettata da Sangallo è identica, geometricamente parlando, alla doppia elica del DNA solo nel 1951. Insolito inoltre il raffinato gioco di prospettiva visiva garantita dai finestroni, dato che chi scende si trova ad affacciarsi proprio di fronte a chi sale,  mentre gli appare distante chi lo precede o lo segue nella stessa direzione appena qualche passo sopra o sotto di lui. Insomma, ci si trova praticamente conficcati dentro un capolavoro ante litteramdi optical art che, nonostante non ospiti il leggendario accesso al Paradiso, garantisce portentose vibrazioni di estasi visiva.

Sul fondo il livello dell'acqua viene alimentata da una sorgente naturale e si mantiene costante per via di un emissario che fa defluire la quantità eventualmente in eccesso. Le acque sul fondo possono essere attraversate per mezzo di un ponte che, oltre ad unire i passaggi opposti delle due scalinate, è punto di partenza di centinaia di monetine che quotidianamente vengono gettate dai visitatori in cerca di fortuna (o forse, visto il background mitologico del Pozzo, per guadagnarsi il Paradiso)

Durante gli scavi del pozzo furono ritrovati alcuni corredi funerari di tombe etrusche e reperti del V secolo a.C. legati al vicino Tempio del Belvedere, forse dedicato alla più importante divinità tirrena, Tinia. La visita al Pozzo può essere l'occasione per scoprire il cuore sotterraneo di Orvieto, città millenaria che cela nella rupe sulla quale è stata edificata un dedalo di oltre mille grotte, scavate dagli antichi abitanti nel corso degli ultimi 2500 anni. Il Pozzo pertanto è solo l’inizio di un viaggio nel sottosuolo alla ricerca di affascinanti resti etruschi e fantasmi della città medievale e rinascimentale. Ma niente paura, si tratta di visite guidate che si effettuano con partenza dall'Ufficio informazioni turistiche di Piazza Duomo.

Per quanto riguarda il Pozzo, esso si trova a destra della funicolare, in fondo al viale Sangallo, dentro una piccola e poco appariscente costruzione circolare con due porte diametralmente opposte, di cui una costituisce l'ingresso al Purgatorio.

 

Orari visite:
GENNAIO - FEBBRAIO - NOVEMBRE -  DICEMBRE
.00/17.00

MARZO - APRILE - SETTEMBRE - OTTOBRE
9.00/19.00

MAGGIO - GIUGNO - LUGLIO - AGOSTO 
9.00/20.00


Prezzi:
INTERO: € 4.50

RIDOTTO: € 3.50 (residenti; disabili; 7- 18 anni; studenti universitari fino a 25 anni; oltre 60 anni; gruppi superiori a 15 persone; soci TCI; possessori del biglietto del Pozzo della Cava)

INTERO +  VISITA AL MUSEO EMILIO GRECO: € 5.50

RIDOTTO + VISITA AL MUSEO EMILIO GRECO: € 4.00 (residenti; disabili; 7- 18 anni; studenti universitari fino a 25 anni; oltre 60 anni; gruppi superiori a 15 persone; soci TCI; possessori del biglietto del Pozzo della Cava)


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