Situata all'estremità meridionale della valle umbra, quando le asperità appenniniche si sono ormai addolcite, Spoleto si erge orgogliosa sui promontorio del colle di Sant'Elia, specchiandosi nei suoi due monumenti simbolo: la Rocca Albornoziana e l'imponente Ponte delle Torri. Capitale dell'omonimo ducato in epoca longobarda, quindi centro strategico decisivo per gli equilibri politico-militari nell'area (tanto da essere a lungo contesa tra Impero e Papato), la città si impose durante il periodo rinascimentale come uno dei poli culturali più importanti dell'ltalia centrale. Ancora oggi, pur avendo perso peso dal punto di vista politico e amministrativo a favore di Perugia e Terni, Spoleto si propone come portatrice di valori e idee innovative: recupero ambientale, turismo sostenibile, mobilità alternativa. Tutto in direzione di un benessere comune che non si misura in automobili possedute o in possibilità di spesa, ma in qualità della vita. E si vede.

Le stagioni 'di mezzo' - primavera e autunno - sono quelle da preferire per la visita: minore l'affollamento e clima ideale per andarsene in giro a piedi fra Ie stradine acciottolate e affrontare Ie salite del centro. Se poi si desidera soddisfare lo spirito, l'appuntamento con iI ricchissimo programma del Festival dei 2Mondi sarà sicuramente in grado di appagare ogni aspettativa riguardo cultura, arte e spettacolo. Pure novembre è un ottimo mese per scoprire la città in virtù del fatto che Spoleto, terra d’ulivi per elezione, è una delle roccaforti della manifestazione Frantoi Aperti, evento di due giorni che qui si traduce in degustazioni, visite guidate, abbuffate pantagrueliche a base di olio DOP umbro. Imperdibile!

Spoleto vanta un'antichissima storia, ancora visibile grazie al patrimonio architettonico che ospita.
Molto pittoresca, e uno dei principali centri turistici dell'Umbria. Oltre alla molteplicità degli eventi proposti, non va trascurata la straordinaria offerta enogastronomica(su tutto spiccano strangozzi  al sugo di pomodoro di magro piccante e spaghetti al tartufo spoletino), che fa di città e dell'Umbria un piccolo buona cucina italiana. Oppure va visitata sempper godere di qualche giorno fuori dal caos, ricaricando le pile e riavvicinandosi una dimensione più intima e vera delle cose della vita.

Spoleto è da girare a piedi. Solo così ci si rende conto del tessuto urbano straordinario che, perimetrato da due cerchie di mura (di epoca romana e medievale), raggiungeva nel periodo della grande espansione medievale un'estensione non comune.
Uno degli itinerari più interessanti è quello che dal portico di Loreto - lungo la via che sovrasta il parcheggio - tocca Borgo San Matteo ('borgaccio' medievale), piazza del Municipio (nei pressi, c’è una casa romana risalente al l secolo d.C.), piazza Collicola con la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea e l'animata Piazza del Mercato. Per chi volesse fare una pausa, la zona offre un'ampia scelta di taverne e accoglienti trattorie in grade di garantire un'ottima cucina del territorio a prezzi ragionevoli.
Soddisfatta la gola, si può proseguire fino a giungere a piazza Campello, da dove e poi possibile dare inizio al panoramico giro della Rocca Albornoziana (ingresso tutti i giorni tranne il lunedì,  biglietto € 6). Questa poderosa struttura domina Spoleto dall'alto del colle Sant'Elia sin dalla fine del 1359, quando venne progettata e costruita da Matteo Gattaponi per volere di papa Innocenzo VI, allo scopo di rafforzare il sistema difensivo e di controllo sui vasti e ancora non pacificati domini della Chiesa.
Fortezza imponente ma anche residenza confortevole, la rocca fu sede di rettori ducali, legati papali e pontefici, i cui stemmi sono riportati al di sopra della porta d'accesso principale. L'edificio è circondato da un'alta muraglia, che ricalca in parte il tracciato dell'antica cinta urbica, e si incardina attorno ai due cortili d'Onore e delle Armi, in un complesso sistema di torri angolari, unite fra loro da alte mura difensive. Tra queste, spettacolare è la torre maestra, nel mezzo del lato rivolto verso la citta. I recenti lavori di restauro hanno recuperato larga parte delle decorazioni, tra le quali di particolare pregio sono quelle della cosiddetta camera pinta. La rocca è sede della Scuola europea di Conservazione e Restauro del Libro antico, del Laboratorio di Diagnostica applicata al Restauro dei Beni culturali e del Museo nazionale del Ducato di Spoleto, che ospita opere risalenti al periodo compreso tra IV e XV secolo.

Da qui, prima di tornare nuovamente verso il centro, è possibile raggiungere il Ponte delle Torri, opera di imponente struttura, alta circa 90 metri e lunga 230. Si tratta del monumento simbolo della città e altro non è che un impressionante acquedotto romano-longobardo. Viene considerato un'anomalia per l'epoca della sua costruzione: di fatto, raramente nella stessa epoca venivano costruite opere di uso civile di tale imponenza. L'opera viene addirittura celebrata da Goethe  nel suo Italienische Reise.
Tornando sui propri passi, da piazza Campello è possibile imboccare in discesa via Saffi fino a raggiungere, sulla destra, la scalinata che porta alia piazza più suggestiva della città, dove si affacciano il Duomo (edificio medievale con inserti rinascimentali successivi, come I'antistante portico), la piccola chiesa della Manna d'Oro e il Teatro Caio Melisso. Si può godere della vista della scenografica piazza, magari da una delle due terrazze-caffè che la dominano. Tornando in via Saffi, il Palazzo Vescovile fa da prologo di nuovo a Piazza del Mercato. Da qui, oltrepassato I'arco di Druso, si giunge infine a Piazza della Libertà, sulla quale prospettano pregevoli palazzi nobiliari. Per il dopocena, due passi in centro, oppure una sosta al 'Bacco Felice'(in via Saffi), winebar con sottofondo di musica blues e jazz.

Un must da non perdere è la Basilica di S. Salvatore  in piazza Mario Salmi. Si tratta del rifacimento di una preesistente basilica paleocristiana risalente all'VIII secolo, e attualmente è  una delle principali testimonianze architettoniche longobarde dell'ltalia centro-meridionale. L'impianto dell'edificio è a tre navate, con presbiterio tripartito e volta a base ottagonale. Perdute le decorazioni pittoriche murarie, è invece ben conservato il patrimonio di colonne (corinzie nel presbiterio, doriche nella navata) con fregio dorico. La facciata, anch'essa ormai priva delle originali decorazioni, presenta un portale centrale e due laterali, anch'essi scolpiti con motivi classici, e tre finestre a essi sovrapposte.
L'eccezionalità della costruzione risiede nel recupero di stilemi propri dell'architettura classicheggiante. Per questo motivo, alla chiesa e stato riconosciuto dall'Unesco il titolo di Patrimonio dell'Umanità.

Per chi volesse dedicarsi alla scoperta di una Spoleto pre-longobarda e pre-medievale, la città offre molte soddisfazioni. Tanto per cominciare c’è la Casa Romana, importante testimonianza archeologica dell'età romana, risalente al I secolo d.C.  e riportata alla luce nel 1885 dall'archeologo spoletino Giuseppe Sordini. La Casa costituisce un esempio di abitazione signorile attribuita, in base a un'iscrizione rinvenuta al suo interno, a Flavia Vespasiana Polla, madre dell'imperatore Vespasiano. Lo schema architettonico riflette quello classico delle abitazioni patrizie romane; tutti gli ambienti hanno pavimenti a mosaico e in qualche punto sono visibili tracce di affreschi. Un tuffo nel glorioso passato romano che a Spoleto si può fare anche all’aria aperta: da piazza della Vittoria, superata una gradinata, si giunge al ponte romano, o sanguinario, imponente struttura in travertino a tre arcate di epoca augustea, costruito sopra il torrente Tessino. A seguito delle spostamento del letto del torrente, il ponte venne abbandonato, fino alla sua riscoperta, nel 1817, e al rinnovato utilizzo per l'accesso a Porta Leonina. La tradizione popolare lo associa alla vicinanza dell'anfiteatro romano, dove si ritenevano avvenuti molti martirî e per questo in tempi remoti il ponte venne bollato come “sanguinario”. Immancabile

Per chi volesse muoversi in città con l’auto deve sapere che "Spoleto citta senz'auto e a misura d'uomo" è lo slogan che accompagna il progetto, ideato quindici anni fa per svuotare completamente iI centro storico dal traffico automobilistico. Scelta non sospetta, quindi, che ha contribuito da un lato a liberare la citta dalle auto, dall'altro a rafforzarne ulteriormente il potenziale turistico. II progetto prevede tre grandi parcheggi - per oltre mille posti auto - situati in prossimità del centro storico, dai quali partone tapis roulant, scale mobili e ascensori che permettono di raggiungere i punti di maggior interesse a piedi. Per ora sono in funzione due delle tre aree previste: Spoletosfera (viale Cappuccini, in struttura , sosta oraria € 1, tapis roulant in funzione lun-sab 7-20.30 e 9-20.30, con uscite alla Casina 'lppocastano, piazza Carducci piazza della Libertà); Ponzianina (via del Tiro a 5egno, in superficie, mobiIi -7.30-20 - e ascensori - .30-20 - per la rocca albornoziana per il centro). Altre aree di sosta a raso si trovano all'interno della rigida ZTL coinvolge il centro, tariffe orarie che vanno da € 0,80 a € 1,50.



RAGGIUNGERE SPOLETO

IN AUTO: Per chi arriva da nord utilizzando l'autostrada A1 Milano-Napoli, I'uscita è quella di Valdichiana, dalla quale si imbocca direttamente il raccordo Bettolle-Perugia in direzione del capoluogo umbro; quindi, dopo la confluenza sulla S53 bis, si devia per Collestrada, sulla SS75 Centrale Umbra in direzione di Foligno, da dove, infine, si immette sulla S53 Flaminia. Per chi giunge da sud, l'uscita di riferidell'Autosole è Orte, con immissionesuperstrada 55675Iaziale che prosegue fino a, dove si innesta nella 553 Flaminiapermette di raggiungereSviaggiando in direzione nord.
Spoleto è inoltre collegata ad Aqcuasparta e alla superstrada SS3 bis Tiberina Terni-Ravenna dalla SR418 Spoletina, e alia piccola frazione di Bastardo (all'incrocio con la SR316), alla SP451 di La Bruna .

IN AUTOBUS: Spoleto è raggiungibile da Roma grazie a due corse giornaliere (partenza dalla stazione Tiburtina aile 7.30 e alle 5.30), da Perugia (partenza da piazza Partigiani) e da tutte le principali
località umbre. Tutte le linee fanno capo al piazzaIe antistante la stazione ferroviaria.

IN TRENO: si trova lungo la linea passante Roma-Anona gestita da Trenitalia (tel. 892021, www.fsitaliane.it). ed e nodo di notevole importanza per l'interscambio con il traffico passeggeri su
gomma. Quasi tutti i treni in transito fermano alia locale stazione (piazzale Giovanni Polvani).

A PIEDI (LUNGOLA EX-FERROVIA SPOLETO-NORCIA):La Spoleto-Norcia era una ferrovia scartamento ridotto, dismessa nel 1968. La linea, di 52 km, era un piccolo gioiello di ingegneria ferroviaria: ben 19 gallerie e 24 tra ponti e viadotti, vari tratti di linea elicoidali e pendenze elevatissime tra Spoleto e la valle fiume Nera. Privato di armamento e linea elettrica, il vecchio tracciato è oggi percorribile a piedi, permettendo così di godere di un paesaggio unico e sublime. È possibile immettersi sull'itinerario da diversi punti. Particolarmente suggestivi i tratti dalla galleria di Caprareccia a Sant'Anatolia di Narco (circa 9 km) e da Piedipaterno fino a Borgo Cerreto, costeggiando la Nera (7,5 km). Il percorso è un’opportunità unica per entrare da protagonisti nel Cuore Verde d’Italia.


Lago Trasimeno e dintorni

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