E’ decisamente inquietante questa silenzioso paese fortificato, arroccato su un impervio sperone roccioso del Monte Sant'Angelo - in provincia di Terni - e raggiungibile solo con una camminata di circa un'ora in mezzo a sentieri di campagna e fitta boscaglia. Si parte da da Colleponte (Fraz. di Macenano – Comune di Ferentillo) e il percorso ad anello è piuttosto ben segnalato. Ma prima di intraprendere il cammino verso Umbriano armatevi di coraggio. Il perché lo capirete a breve.

La fortificazione fu edificata nell'anno 890, sui resti di quello che viene ritenuto il più antico nucleo abitativo della Valnerina e probabilmente la prima città umbra, con molta probabilità edificata tra l'VIII e il VII secolo a.C.. Insieme alIa rocca di Ferentillo, difendeva dalle incursioni saracene la potentissima abbazia di San Pietro in Valle, recentemente convertita in un incantevole albergo dove godersi la pace francescana. Oggi Umbriano, che studi recenti vogliono essere stata sede dei Catari delIa Valnerina, è a tutti gli effetti una città-fantasma, difatti venne completamente abbandonata negli anni Cinquanta. E’ dominato da un possente castello immerso in una fitta boscaglia con un'alta torre quadrata, i bastioni e la porta ogivale.
All'interno della vicina chiesa romanica di San Rocco, in precario stato di conservazione, si ammirano alcuni pregevoli affreschi di Giovanni di Pietro detto Lo Spagna, pittore spagnolo allievo del Perugino che operò in Umbria sul finire del Quattrocento.

La località è particolarmente suggestiva e l'atmosfera inquietante e per certi versi spettrali:  le antiche case sono invase dalle erbacce e le leggende vogliono che il silenzio sia a volte squarciato dalle urla delle persone uccise durante regolamenti di conti tra gli abitanti del castello. Inorridente è la presenza di un foro posto nella vecchia cappella, probabilmente l’accesso ad una cripta all’interno del quale e possibile ancora oggi vedere resti di ossa umane e dove si mormora vengano tuttora praticati strani riti notturni. Ma è comunque il contesto esterno a dare i brividi: in giro non c’è anima viva, case abbandonate, resti di camini qua e là, abbeveratoi in disuso da secoli, borghi vuoti, atmosfera spettrale, quasi da film horror. Una volta lì, le sensazioni che avrete vi porteranno a due decisioni: rimanere affascinati dal luogo o tagliare la corda impauriti.

L’atmosfera è lugubre, insidiosa, quasi terrificante di notte, mentre il giorno la passeggiata diventa straniante in quanto alberi e vegetazione escono fuori dagli angoli più disparati della città-fantasma.
La sera, come detto in precedenza, vi sembrerà di essere personaggi di una storia del terrore in compagnia di gufi, civette e rumori ambigui. È una sensazione di paura mista a meraviglia, affascinante difficilmente ripetibile da altre parti e - a differenza delle Horror House parchi d’intrattenimento - è completamente gratis. Le vibrazioni emozionali sprigionate da Umbriano sono potentissime, tanto che di notte, quando il vento si fa sibilante, sembra di sentire le urla degli antichi abitanti sgozzati per trame di palazzo o rappresaglie fra fazioni cittadine.

Ma è un po' tutto il territorio del comune di Ferentillo a celare strane e misteriose presenze. Nel borgo di San Mamiliano, il più caratteristico del territorio ferentillese, si notano un campanile ricavato sulla ex torre d'avvistamento e un pozzo sormontato da una colonnina datata 1005, con scolpito il primo stemma di Ferentillo e la testa mozzata di un saraceno. La Chiesa di Santo Stefano, situata nel capoluogo, custodisce nella cripta una ventina di mummie perfettamente conservate, scoperte nel 1806. Gli studiosi sono convinti che la mummificazione sia avvenuta per effetto delle sostanze chimiche presenti nel terreno, che essicca completamente le cellule umane lasciando intatti i tessuti. E la leggenda vuole che questa terreno miracoloso sia state fatto portare a Ferentillo dalla lontana Terra Santa, per volere della nobile famiglia Cybo, alla quale papa Innocenzo VIII donò il feudo dell'abbazia di San Pietro in Valle. Da alcuni anni è stato allestito all'interno della chiesa un vero e proprio museo visitabile con tour guidati che illustrano le storie dietro a quei corpi, tra i quali spiccano addirittura quelli di due asiatici. Secondo la leggenda questi ultimi sarebbero un ricco uomo orientale e la sposa, probabilmente cinesi, in viaggio di nozze in Italia nel periodo in cui l'Europa era afflitta dalla piaga della Peste Nera. I due malcapitati, dopo essersi ammalati, morirono a Ferentillo, dove furono sepolti nella chiesa del paese. Tra le altre mummie si riconoscono un gobbo, due soldati francesi, un uomo morto impiccato e un avvocato ucciso a coltellate.


Lago Trasimeno e dintorni

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e su come eliminarli, leggi la nostra Informativa sui Cookie